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Amministratori a rischio

Il Tribunale di Milano si è recentemente espresso condannando gli amministratori di una SRL che non sono stati in grado di mostrare l’avvenuto espletamento dei loro obblighi di monitoraggio della continuità aziendale.

La nuova legge fallimentare L.155/2017 prevede infatti che da marzo 2019 tutte le imprese si dotino di un Sistema di Allerta aziendale, ovvero di un adeguato assetto organizzativo idoneo a rilevare celermente i sintomi di una possibile crisi aziendale futura, ad oggi non ipotizzabile.

Amministratori illimitatamente responsabili

La responsabilità del sistema di allerta ricade sugli amministratori e sull’imprenditore: è a questi soggetti che l’art. 2086 cc impone di  dotarsi del sistema di allerta. Gli amministratori sono tenuti ad utilizzare in prima persona il sistema di allerta con cadenza minima trimestrale per monitorare la salute aziendale tramite la produzione di report con data certa che dimostrino l’avvenuto espletamento dell’obbligo. In mancanza di tale documento probatorio, soci ed amministratori diventano automaticamente responsabili per tutti i debiti dell’azienda verso terzi (comprese le banche) in via solidale ed illimitata, e rispondono di tali debiti con il loro patrimonio personale. A tale riguardo si è recentemente espresso il Tribunale di Milano con la condanna degli amministratori di SRL sprovvisti di report probatori. La denuncia può essere fatta da un socio non amministratore, da un dipendente, da un cliente, da un fornitore…

Imprese soggette all’obbligo

Sono assoggettati all’obbligo imposto dall’art. 2086 cc tutti i soggetti che esercitano attività di impresa senza alcuna distinzione circa forma giuridica, fatturato, patrimonio, numero di dipendenti.

Sono quindi tenute a dotarsi di un adeguato assetto tutte le società di capitali (SRLS, SRL e SPA), tutte le società di persone (SS, SNC, SAS, SAPA); tutte le ditte individuali sono tenute ad adottare misure idonee.

Accertamenti circa l’espletamento dell’obbligo

Qualsiasi azienda citata in tribunale per un problema riconducibile ad un pagamento/debito deve poter dimostrare al giudice l’avvenuto espletamento dell’obbligo mediante la produzione dei report (almeno) trimestrali con data certa redatti da marzo 2019 (e a maggior ragione dal 15 luglio 2022) sino alle data di citazione. In mancanza di tali report scatta automaticamente la responsabilità solidale ed illimitata per imprenditore e amministratori.

Modalità di assolvimento del monitoraggio della continuità aziendale

L’adozione di un adeguato assetto implica, fra l’altro, che l’azienda incroci i dati della centrale rischi di Banca d’Italia, i dati contabili, i dati qualitativi circa i rapporti con i diversi “stakeholder”, nonché anomalie gestionali ed erariali, il censimento di rischi tipici e delle anomalie pregiudizievoli.

Responsabilità degli amministratori e prova dell’assolvimento dell’obbligo

Al fine di evitare la responsabilità solidale ed illimitata per i debiti della società verso terzi e creare una difesa contro eventuali denunce per mala gestione, gli amministratori devono essere in grado di provare di aver effettuato le loro attività di monitoraggio almeno una volta ogni tre mesi. Gli amministratori devono quindi creare la “prova legale” dell’avvenuto espletamento creando in ciascun trimestre un documento a data certa che riporti quali tipi di verifiche sono state effettuate ed il relativo esito. Al fine di disporre di data certa ed essere opponibile in giudizio il documento può essere redatto in due modi: in formato pdf con l’aggiunta di una firma digitale che certifichi la data di redazione oppure in formato cartaceo “legalizzato”.

Bussola d’Impresa® ha sviluppato il modulo “Adeguato Assetto”, fra i propri SENSORI di navigazione, sulla base della L. 155/17 (nuova legge fallimentare), e conformemente alle nuove disposizioni recate dal D.Lg. n. 83/2022, per supportare imprenditori/amministratori nell’assolvimento dell’obbligo di monitoraggio imposto dal Nuovo codice della Crisi.